sabato 22 novembre 2014

Diamo i numeri (181-240)

Continuiamo il nostro viaggio nei film che contengono un numero nel titolo. Siamo al blocco fra il 181 e il 240. Ormai il ricorso a film quantomeno noti è diventato un'utopia. Si tratta quasi sempre di pellicole misconosciute, a volte di documentari, a volte di cortometraggi più o meno amatoriali. La discriminante, comunque, è quella di riuscire a reperire almeno una locandina che testimoni una parziale distribuzione.

Qui i film da 1 a 60.
Qui i film da 61 a 120.
Qui i film da 121 a 180.

Aggiornamenti:
Qui i film dal 241 al 300.
Qui i film dal 301 al 360.
Qui i film dal 361 al 420.
Qui i film dal 421 al 480.
Qui i film dal 481 al 540.
Qui i film dal 541 al 600.


Continua... (da 241 a 300)

sabato 11 ottobre 2014

Adam Wild 1

In un periodo in cui le innovazioni in casa Bonelli non mancano di certo (basti pensare a "Orfani", saga action-fantascientifica con pochi precedenti nonché la prima serie a colori di via Buonarroti; ma anche al recente restyling di "Dylan Dog" o ai continui mutamenti che caratterizzano una collana come "Le Storie"), ecco esordire una nuova serie mensile che invece trasuda – almeno a prima vista – tradizione al cento per cento. Ideata e scritta da Gianfranco Manfredi (una garanzia, visto che parliamo dell'autore dell'eccezionale "Magico Vento"), la collana sembra iscriversi nel solco della "grande avventura" e di personaggi storici come Mister No o Zagor, proponendo storie che potrebbero essere state concepite svariati decenni fa. Eppure, leggendo il primo albo, si scopre una notevole modernità di scrittura, con tanta agilità e poca zavorra (niente didascalie inutili, spiegoni, eccesso di citazioni o tempi morti), e una scansione narrativa (qui il merito è anche del disegnatore, Alessandro Nespolino) che raramente si ritrovano in fumetti che fanno invece della modernità (o peggio, post-modernità) la loro bandiera. E allora "Adam Wild" si legge che è un piacere, offre azione, divertimento ma anche spunti di riflessione, promettendo di farci conoscere un setting in fondo poco frequentato non solo dal fumetto ma anche da cinema e narrativa (l'Africa coloniale di fine 1800) e soprattutto di non insultare mai l'intelligenza del lettore. Il protagonista, spavaldo e sorridente come Errol Flynn (al quale deve le sue sembianze) ma anche terribilmente serio e deciso quando si tratta di entrare in azione, è ancora tutto da scoprire; e come lui, i numerosi comprimari. Speriamo che i lettori decidano di dargli una chance, senza lasciarsi sviare dalle apparenze (ahimè, anche la grafica di copertina invoglia poco), visto che la testata – se registrerà le vendite necessarie per proseguire – ne promette davvero delle belle.