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giovedì 30 maggio 2024

Lamù 2022: Boy Meets Girl



Preannunciato da un bello e inquietante visual, è cominciato l'arc finale della seconda (e ultima) stagione del remake di Lamù, che adatta la storia contenuta nell'ultimo volumetto del manga e che era già stata trasposta in animazione nel 1988 nel quinto film della serie originale. È stato davvero piacevole rivedere, in questi anni, i personaggi di quella che rimane tuttora una delle mie serie manga/anime preferite. Speriamo che non sia stata l'ultima volta!

venerdì 12 aprile 2024

Lamù 2022: sigle 4

Ecco le nuove sigle del remake di Urusei Yatsura, interpretate (come le precedenti) da membri del gruppo MAISONdes. Sono le ultime, visto che questo blocco di episodi dovrebbe concludere la serie. È stato bello rivedere Lamù e gli altri personaggi, dopo tanti anni!

La sigla di apertura si intitola "Bye My Darling". La presenza di Nagisa, ma soprattutto di Carla e Rupa, conferma che saranno adattati gli episodi della saga "Boy meets Girl", che nel 1988 avevano costituito il quinto film della serie originale (ovvero il finale della serie).


La sigla di chiusura, invece, si chiama "You Make Me Feel Like Springs".

venerdì 8 marzo 2024

Ciriciao, Akira

Insegna agli angeli a fare la Kamehameha.


Per chi non lo sapesse, è morto (a soli 68 anni!) il mangaka Akira Toriyama, creatore di "Dr. Slump e Arale" e di "Dragonball".

giovedì 11 gennaio 2024

Lamù 2022: sigle 3

Oggi è iniziata la messa in onda della seconda stagione del remake di Urusei Yatsura, con sigle nuove di zecca! Come le precedenti, sono interpretate da membri del gruppo MAISONdes. Quella di apertura si intitola "Lock-on" e presenta, fra i vari personaggi, le new entry Shingo, Asuka e Inaba.


La nuova sigla di chiusura, invece, si chiama "Thunder Blossom", e nelle immagini contiene tanti riferimenti alle sigle classiche della vecchia serie.

giovedì 19 ottobre 2023

Lamu 2022: seconda stagione e nuovi doppiatori



Dal visual che annuncia l'arrivo della seconda stagione del remake di Lamù, in programmazione in Giappone dal prossimo gennaio, possiamo cominciare a capire cosa ci riserveranno i nuovi episodi. Fra i personaggi ritratti, infatti, oltre a quelli già introdotti finora, figurano Asuka, Shingo, Nagisa, Inaba, e persino Carla e Rupa, il che lascia intendere che la serie si concluderà con "Boy meets girl", la saga contenuta nel volumetto finale, già adattata in passato nel quinto film.

Cominciano inoltre a essere annunciati i doppiatori dei nuovi personaggi:

venerdì 6 gennaio 2023

Lamù 2022: sigle 2

Dopo soli 12 episodi, il nuovo anime/remake di Lamù ha già cambiato le sue sigle. Come le precedenti, anche quelle nuove sono interpretate da membri del gruppo MAISONdes. Quella di apertura si intitola "Aiwanamuchuu" (o forse "I wanna muchuu"? Non sono sicuro della traslitterazione), e tanto nella musica quanto nelle immagini appare molto movimentata e "pop". Nella sigla compaiono anche tanti personaggi ancora da introdurre (Ten, Ryunosuke, Tobimaro, le Spice Girls, Kitsune, Soban, CAO-2...), il che ci anticipa già quali saranno gran parte dei contenuti di questo secondo corso.


La nuova sigla di chiusura, invece, è "Aitarinai", ed è caratterizzata da uno stile grafico decisamente diverso dal solito e abbastanza inedito per la serie...


Inoltre sono stati annunciati i doppiatori di alcuni dei nuovi personaggi in arrivo.
Da notare che il padre di Ryunosuke avrà la voce di Shigeru Chiba, che nella serie degli anni ottanta era Megane!

giovedì 1 dicembre 2022

JoJo 6: Stone Ocean - Nuove sigle

L'ultimo gruppo di episodi di "Stone Ocean", sesta serie dell'anime "Le bizzarre avventure di JoJo", è stato caratterizzato da una nuova sigla, "Heaven’s falling down", cantata da Sana del gruppo Sajou no Hana.


La sigla finale è rimasta invariata, con l'eccezione dell'ultimo episodio, il 38, nel quale torna (dalle prime due serie) "Roundabout" degli Yes, accompagnata da immagini che richiamano tutte le serie precedenti.

sabato 15 ottobre 2022

Lamù 2022: primi commenti

Allora, ho finalmente visto con calma il primo episodio della "nuova" Lamù... In generale mi è piaciuto, anche più di quanto mi aspettassi, benché non credo che saprà mai sostituire l'originale, che per me resta qualcosa di davvero speciale.



Esteticamente, questo remake è vivace, colorato e caotico, con un mix fra un disegno "vecchio stile" (il tratto si rifà direttamente al fumetto di Rumiko Takahashi) e uno più moderno, carico di energia soprattutto a livello di colori e di effetti speciali. L'ottima animazione rende il tutto assai pop e adrenalinico, molto gradevole. Ho qualche dubbio sul character design, in particolare quello dei personaggi maschili e adulti. Parlando di colori, splendidi i capelli di Lamù, prismatici e iridescenti come nei disegni della Takahashi, al posto del pur iconico ma più semplice verde-blu della vecchia serie. È stato mantenuto l'umorismo slapstick, anche se devo dire che si ride parecchio meno rispetto alla versione precedente: per dirne una, la gara fra Ataru e Lamù è molto meno divertente, senza tutti i vari mezzucci di Ataru per acchiappare la preda, e niente pistola a ventosa per prenderle il bikini! Mi mancano anche micro-gag come la pistola dello starter che esplode o Ataru che tocca il sedere di Shinobu subito dopo l'offerta di matrimonio (e mi rendo conto che erano assenti nel manga originale, ma proprio qui forse sta il punto: questa nuova serie promette di essere un buon adattamento del fumetto, ma quella vecchia era un capolavoro anche perché ci aggiungeva molto di suo). C'è comunque un certo rispetto nostalgico verso la serie classica, visibile in piccole cose come il tema della prima sigla che fa brevemente capolino. Devo abituarmi alle voci dei nuovi doppiatori: mi sembrano buone, anche se forse non memorabili come quelle originali. Infine, come nella prima parte della vecchia serie, anche in questa abbiamo (per adesso?) due episodi a puntata.



Cose curiose: la prima scena della serie in assoluto mostra il Big Ben a Londra, la prima parola pronunciata (in perfetto engrish) è "Jesus!". Nonostante i cellulari nella sigla di apertura (di cui, dopo più ascolti, posso dire che mi piace pur senza farmi impazzire), il setting è anni ottanta, per esempio con telefoni a linea fissa.
Cose che mi sono piaciute: si percepisce come Lamù cominci a innamorarsi di Ataru già durante la gara. Nella vecchia versione, la cosa giungeva un po' troppo all'improvviso (d'altronde il "matrimonio" fra i due avrebbe dovuto essere una gag usa e getta, visto che nelle intenzioni originarie dell'autrice Lamù stessa non era stata pensata come personaggio ricorrente). Bello anche il rapporto più stretto fra genitore e figlio che si intravede nelle scene fra Ataru e suo padre.
Cose che mi sono piaciute meno: in generale la musica di sottofondo, meno memorabile della meravigliosa colonna sonora di una volta. Rimpiango anche gli occasionali tempi lenti di alcune situazioni: qui è tutto più rapido. Ma siamo solo al primo episodio, ci sarà tempo per evolvere (anche se purtroppo stavolta non abbiamo un Mamoru Oshii ad aggiungere profondità inedite e inaspettate).

venerdì 14 ottobre 2022

Lamù 2022: le sigle

Ecco la sigla di apertura del nuovo anime di Lamù. La canzone si intitola "AIUE". Le immagini, molto movimentate, presentano una strana commistione fra gli anni '80 (vedi i riferimenti ai videogiochi, in particolare "Space Invaders") e moderna (i cellulari!? la loro presenza cambierebbe per forza alcuni episodi, ma a quanto pare la serie avrà comunque un setting più classico...). È molto diversa dalle sigle della serie classica, è ovviamente più frenetica e moderna, ma non mi dispiace.


A seguire la sigla di chiusura, "Tokyo Shandy Rendezvous", che come d'abitudine è più semplice e forse più in linea con quelle della serie storica.

giovedì 13 ottobre 2022

Lamù 2022: oggi è il giorno!

Ci siamo. Fra qualche ora andrà in onda in Giappone il primo episodio del remake di "Urusei Yatsura", a oltre 36 anni di distanza dall'ultima volta che Lamù, Ataru e i loro amici erano stati protagonisti di una serie televisiva (l'ultimo episodio della serie classica risale al 19 marzo 1986). Nel frattempo ci sono stati un paio di film e una manciata di OAV, fino al 1991, e poi uno speciale nel 2008. La nuova serie sarà un reboot in tutto e per tutto, un nuovo adattamento del manga di Rumiko Takahashi (cui promette di essere più fedele), con l'intenzione di rendere di nuovo popolare il personaggio a un pubblico di giovani che non l'hanno mai conosciuto. Spero proprio che se ne innamoreranno, come fece il sottoscritto negli anni ottanta e novanta, quando ne ero letteralmente ossessionato (ne è testimonianza il nome del mio blog di cinema, "Tomobiki Märchenland", che vi fa riferimento).

Questo l'ultimo trailer della serie, da cui si può notare lo stile luminoso e kawaii:


E questi sono gli ultimi doppiatori resi pubblici, con alcune chicche per i fan più nostalgici. La voce del padre di Ataru e quella della madre di Lamù, infatti, sono rispettivamente di Toshio Furukawa e Fumi Hirano, vale a dire i doppiatori originali di Ataru e Lamù negli anni ottanta!

martedì 20 settembre 2022

Lamù 2022: manca poco...



Con un nuovo spettacolare visual (che mostra un gran numero di personaggi, anche minori... compariranno tutti nei 46 episodi previsti?) è stata annunciata finalmente la data di uscita in Giappone del remake di Lamù: il prossimo 13 ottobre! Ancora non si sa nulla di un'eventuale versione italiana della serie, ma vista la popolarità del personaggio nel nostro paese non dubito che ci sarà. Il character design sembra voler essere più fedele al tratto di Rumiko Takahashi, l'autrice del fumetto originale, distanziandosi così da quello di Akemi Takeda che aveva caratterizzato l'anime storico. Speriamo che l'animazione sia di buon livello.

Qui sotto i personaggi di cui sono stati finora annunciati i doppiatori:

sabato 1 gennaio 2022

Un remake per Lamù!



Il nuovo anno si apre con una notizia bomba! Nel corso del 2022, probabilmente in primavera, arriverà un remake di "Lamù" (Urusei Yatsura), la serie animata giapponese che più ho amato in gioventù, nonché una delle più significative e influenti degli anni Ottanta. Tratta da un manga di Rumiko Takahashi, la serie originale – divertentissima nel suo mix di fantascienza, commedia romantica e demenziale, esistenzialismo e riferimenti al folkore giapponese – è andata in onda dal 1981 al 1986, per poi proseguire negli anni successivi con occasionali episodi sotto forma di film o OAV. Ma da tanto, troppo tempo, Urusei Yatsura sembrava ormai una franchise "dimenticata", tanto che molti giovani appassionati di anime probabilmente non la conoscono nemmeno, se non per sentito dire.

Della nuova versione si sa ancora poco, giusto i nomi dei doppiatori dei due protagonisti (Sumire Uesaka per Lamù, Hiroshi Kamiya per Ataru) e lo studio che si occuperà dell'animazione, David Production (lo stesso de "Le bizzarre avventure di JoJo"!). Quasi sicuramente, comunque, si tratterà di un reboot, ovvero di un nuovo adattamento del manga a partire dal primo episodio, e non di una continuazione della serie precedente. L'obiettivo, d'altronde, è far conoscere questi personaggi iconici alle nuove generazioni. Personalmente non ho nulla in contrario. Una cosa però mi preoccupa: la serie degli anni Ottanta è stata un capolavoro perché non si limitava a riproporre il materiale di partenza (ovvero il manga della Takahashi) ma vi aggiungeva di suo: il regista Mamoru Oshii, in particolare, aveva avuto carta bianca per sperimentare e vi aveva riversato temi, personaggi e situazioni da lui creati, ampliando il mondo del manga e spaziando in varie direzioni. Difficile che la cosa si ripeta. Mi aspetto un adattamento molto più fedele al fumetto, di certo rispettoso dei fan (come la David Production ha dimostrato di saper fare con "JoJo") ma anche meno creativo. Vedremo!

domenica 28 novembre 2021

JoJo 6: Stone Ocean - Le sigle

Tra pochi giorni, il primo dicembre, saranno disponibili su Netflix le prime puntate della sesta serie de "Le bizzarre avventure di JoJo", "Stone Ocean", la prima con una protagonista femminile. Si tratta infatti di Jolyne, figlia del Jotaro della terza serie, che troveremo rinchiusa in un carcere di massima sicurezza in Florida. La sigla di apertura è stata presentata in anteprima: a sorpresa, segna il ritorno allo stile di animazione CGI che aveva contraddistinto le prime tre serie. Come al solito, visivamente è molto colorata, e ricca di sfumature pop. La cantante è Ichigo, della rock band Kishida Kyoudan & The Akeboshi Rockets.


La sigla finale, invece, è la canzone "Distant Dreamer" di Duffy.

mercoledì 18 agosto 2021

JoJo: arriva la nona serie?

È uscito oggi in Giappone il numero della rivista a fumetti "Ultra Jump" che contiene il 110° e ultimo capitolo di "JoJolion", ovvero l'ottava parte del manga "Le bizzarre avventure di JoJo" di Hirohiko Araki. Dopo dieci anni si concludono dunque le vicende di Josuke "Gappy" Higashikata in una Morio-cho "alternativa" (rispetto a quella vista nella quarta parte del medesimo manga): ricordo che l'intera serie di "JoJo" viene pubblicata quasi ininterrottamente dal 1987, il che ne fa uno dei manga di maggior durata e longevità di sempre!


Ma un piccolo annuncio sembra suggerire che nonostante l'età ormai avanzata dell'autore (61 anni), a breve si comincerà con la nona parte, con possibile titolo "JoJoLands" (non sono stati specificati altri dettagli). È un momento elettrizzante per tutti i fan della serie, in anni recenti diventata ancora più popolare grazie a una trasposizione animata di grande successo, di cui proprio qualche giorno fa è stato reso pubblico il trailer della sesta parte, "Stone Ocean".

sabato 26 giugno 2021

Catradora, ovvero: l'attrazione fra l'eroe e il cattivo

In principio c'era "He-Man e i dominatori dell'universo" (He-Man and the Masters of the Universe, 1983), serie animata americana ispirata a una linea di giocattoli della Mattel, con protagonista un eroe biondo e muscoloso, semi-barbarico, alle prese con variopinti nemici (guidati dal terrible Skeletor) sul pianeta Eternia. Un paio d'anni più tardi, nel 1985, arrivò un meno fortunato spin-off al femminile, "She-Ra, la principessa del potere" (She-Ra: Princess of Power, 1985). Di recente, a partire dal 2018, su Netflix ha fatto scalpore un remake di quest'ultima, "She-Ra e le principesse guerriere" (She-Ra and the Princesses of Power), favorevolmente accolto dalla critica e dal pubblico (a parte alcuni fan della versione originale, che non hanno apprezzato la "rilettura") per la notevole cura nella caratterizzazione dei personaggi e delle loro interazioni. Talmente curate, che persino i "cattivi" della serie risultano gradevoli ed empatici, mostrati come sono anche nei momenti di riposo, di cameratismo e di amicizia fra una missione malvagia e l'altra.



L'aspetto che più di ogni altro ha fatto la fortuna della serie, in effetti, è il complesso rapporto di amore/odio fra l'eroina Adora (che, grazie a una spada magica, si può trasformare nella guerriera She-Ra) e la villain Catra, sua mortale nemica. Catra non è mossa però dalla semplice malvagità, bensì dal senso di tradimento che prova nei confronti di Adora, che l'ha abbandonata (per passare dalla parte del bene) dopo che le due erano cresciute insieme sin da piccole. [Avviso: da qui SPOILER per il finale della serie]. Nell'ultimo episodio della quinta stagione, dopo aver tentato di ucciderla più volte e dopo una lenta progressione, Catra confesserà finalmente il proprio amore per l'amica/nemica: "Ti amo, ti ho sempre amato!". Basterebbe questo per rendere epocale quella che, tutto sommato, è pur sempre una serie animata per bambine (ma non ci si deve stupire troppo, sia per i trascorsi della creatrice della serie Noelle Stevenson, da sempre attenta ai temi LGBT, sia per i tempi che viviamo, sempre più all'insegna dell'inclusività – cosa di cui Netflix fa la sua bandiera, per motivi innanzitutto commerciali e in cerca di nicchie di pubblico, certo). Ma fin qui forse non è una novità: dopotutto, di cattivi che si innamorano dei buoni ce ne sono sempre stati (anzi, è un vero e proprio cliché). "She-Ra" fa però un passo avanti, lasciando che la protagonista ricambi l'affetto. L'eroina, la principessa guerriera, risponde infatti alla sua arcinemica di sempre dicendole: "Anch'io ti amo": e le due si scambiano un bacio a tutto schermo, rendendo di colpo canoniche tutte le teorie (o meglio, lo shipping) che i fan della serie animata avevano, un po' per gioco, un po' per desiderio, avanzato sin dai primi episodi della prima stagione (e indicato dalla parola macedonia "Catradora", che fonde i nomi dei due personaggi).


"She-Ra" è uno dei casi più eclatanti di serie che porta in superficie il forte legame (a volte di amore, a volte solo di amicizia o di "semplice" rispetto) che intercorre fra l'eroe e il cattivo di una serie animata, fumettistica o televisiva. Un legame che non sempre è esplicitato a parole, ma che spesso scorre tra le righe e sottotraccia per tutta la durata della property. Talvolta viene portato alla luce in maniera meta-testuale, talvolta in chiave parodistica (si pensi a "Lego Batman - Il film", dove Batman e Joker si dichiarano il proprio affetto in maniera non dissimile da come farebbe una coppia di innamorati) o sotto forma di battute usa-e-getta (vedi la vignetta qui in fondo, tratta dalla storia di Floyd Gottfredson "Topolino agente della polizia segreta", Mickey Mouse in the Foreign Legion, 1936). Un altro esempio può essere il rapporto fra Rey e Kylo Ren nei sequel disneyani di "Star Wars". Purché non risulti una trovata fuori luogo o piombata dal nulla (e nel caso di "She-Ra" non lo è, visto come il rapporto fra le due è costruito lentamente nell'arco di cinque stagioni), contribuisce non solo ad arricchire il mondo immaginario in cui si muovono, ma la stessa psicologia (o tridimensionalità) dei personaggi, soprattutto del cattivo, i cui sentimenti non sono spesso sotto i riflettori come quelli dell'eroe.


domenica 12 aprile 2020

JoJo: distanziamento sociale

Anche Giorno e Trish lo hanno capito!
(da "Le bizzarre avventure di JoJo - Golden Wind", episodio 36)