giovedì 21 maggio 2020

I miei film western preferiti

Ecco la top ten dei miei western preferiti, un genere cinematografico che amo particolarmente. Ho cercato di inserire film di registi, periodi e filoni differenti, in modo da ampliare la varietà dei titoli rappresentati (l'unica eccezione è la presenza di due film di Sergio Leone, ma non potevo proprio fare altrimenti!).

1. C'era una volta il west (Sergio Leone, 1968)

Non è solo il mio western preferito, ma il mio film preferito in assoluto. Personaggi archetipici, scenari iconici, attori sublimi, tempi dilatati, una regia impeccabile e una colonna sonora da brividi. Cosa desiderare di più? Da vedere e rivedere.

2. Il mucchio selvaggio (Sam Peckinpah, 1969)

Il capolavoro del western crepuscolare, con una banda di "cattivi" che sacrificano ogni cosa in nome dell'amicizia. Caratterizzazioni sporche ma efficaci, una forte contestualizzazione storica e uno scontro finale cruento e indimenticabile.

3. Ombre rosse (John Ford, 1939)

Il film che ha reso grandi Ford e John Wayne, montaggio e inquadrature da manuale per un road movie che contrappone i pericoli esterni (gli indiani come forze della natura) a quelli interiori (le tensioni all'interno della diligenza).

4. Alba fatale (William A. Wellmann, 1943)

Un gioiello di denuncia sociale, cupo e non conciliante, basato su uno spunto semplice ma in grado di portare alla luce gli aspetti oscuri del west in un periodo in cui il filone doveva ancora affrancarsi dal suo lato eroico, ingenuo e ottimista.

5. Mezzogiorno di fuoco (Fred Zinnemann, 1952)

Il massimo esempio di come costruire attesa e suspense all'interno del genere, oltre a riflessioni e dilemmi sui temi della violenza e del pacifismo, la decostruzione di un personaggio e l'intepretazione più memorabile di Gary Cooper.

6. Il buono, il brutto, il cattivo (Sergio Leone, 1966)

L'epitome del western all'italiana, una pellicola epica e avventurosa, ambiziosa e divertente, ironica e spettacolare, che mette a confronto tre individualità mentre i grandi eventi storici fanno da sfondo alle loro traversie picaresche.

7. Gli spietati (Clint Eastwood, 1992)

I temi della giustizia e della vendetta, già visti più volte, riacquistano di colpo nuovo significato. Un filmone che, pur appoggiandosi sulle spalle dei giganti, ne è all'altezza: l'ultimo grande western che può fregiarsi del titolo di classico.

8. Un dollaro d'onore (Howard Hawks, 1959)

Nato come risposta a "Mezzogiorno di fuoco", ne è invece il degno complemento. La trama lineare, il setting circoscritto, le dinamiche fra i personaggi e i luoghi tipici del genere lo rendono forse uno dei western più universali di tutti i tempi.

9. Quel treno per Yuma (Delmer Daves, 1957)

Il ritratto dell'umanesimo, l'inedito rapporto fra il buono e il cattivo, la legge morale dentro di noi che ci spinge a compiere la scelta giusta anche di fronte alle avversità, un inno all'integrità che non ha mai perso il suo fascino.

10. Non sparare, baciami! (David Butler, 1953)

Titolo eccentrico in questa classifica, in rappresentanza di tutte quei western più "leggeri" e ingenui, popolati da cowboy canterini e pistoleri damerini, dove si amoreggia invece di spararsi addosso. La verve di Doris Day fa il resto.


La scelta non è stata facile, e molti sono i film meritevoli che sono rimasti fuori. Per non fare un torto a nessuno, ecco – in rigoroso ordine cronologico – una lista di altri 30 film di grande valore che non avrebbero certo sfigurato nella top ten.

La grande rapina al treno (Edwin S. Porter, 1903)
Il cavallo d'acciaio (John Ford, 1924)
Sfida infernale (John Ford, 1946)
Il massacro di Fort Apache (John Ford, 1948)
Il fiume rosso (Howard Hawks, 1948)
Sangue sulla Luna (Robert Wise, 1948)
Rancho Notorious (Fritz Lang, 1952)
Il cavaliere della valle solitaria (George Stevens, 1953)
Vera Cruz (Robert Aldrich, 1954)
Johnny Guitar (Nicholas Ray, 1954)
Wichita (Jacques Tourneur, 1955)
Sentieri selvaggi (John Ford, 1956)
Quaranta pistole (Sam Fuller, 1957)
L'albero della vendetta (Butt Boetticher, 1959)
I magnifici sette (John Sturges, 1960)
Sfida nell'Alta Sierra (Sam Peckinpah, 1962)
Per un pugno di dollari (Sergio Leone, 1964)
Faccia a faccia (Sergio Sollima, 1967)
Butch Cassidy (George Roy Hill, 1969)
La ballata di Cable Hogue (Sam Peckinpah, 1970)
Lo chiamavano Trinità (E.B. Clucher, 1970)
I compari (Robert Altman, 1971)
Corvo rosso non avrai il mio scalpo (Sidney Pollack, 1972)
L'ultimo buscadero (Sam Peckinpah, 1972)
Nessuna pietà per Ulzana (Robert Aldrich, 1972)
Lo straniero senza nome (Clint Eastwood, 1973)
Pat Garrett e Billy the Kid (Sam Peckinpah, 1973)
Il texano dagli occhi di ghiaccio (Clint Eastwood, 1976)
I cancelli del cielo (Michael Cimino, 1980)
Balla coi lupi (Kevin Costner, 1990)

3 commenti:

MikiMoz ha detto...

Mi ha colpito infatti la scelta dell'ultimo film.
Nella mia classifica figurerebbe qualche spaghetti-western, che spesso trovo più "vero" dei leccatini hollywoodiani, e Soldato Blu.

Moz-

Christian ha detto...

Il decimo infatti l'ho inserito per variare, e comunque è un mio piccolo cult personale. :)

Come ho scritto, i film meritevoli rimasti fuori sono tanti. Di western "italiani" ne ho messi comunque due nella top ten (di cui uno al primo posto!), più altri tre fra i trenta aggiuntivi...

Christian ha detto...

E comunque aggiungo che (come in ogni campo) per apprezzare al meglio le rivisitazioni e le varianti revisioniste bisogna prima aver digerito bene i classici! :)