mercoledì 28 giugno 2017

La deriva del giornalismo italiano (scientifico e non)

Quando nei giorni scorsi ho letto su diversi siti di quotidiani italiani la notizia che, secondo Anonymous, la NASA stava per annunciare l'esistenza degli extraterrestri, subito la cosa mi è sembrata alquanto improbabile. E infatti, è già arrivata l'ovvia smentita. Praticamente un tizio qualsiasi, dichiarando di appartenere ad Anonymous (non sarebbe neanche vero), ha pubblicato un video su Youtube in cui afferma che dietro alcune dichiarazioni di un rappresentante della NASA risalenti a oltre un anno fa (!) si nasconderebbe la prova che era imminente un annuncio in tal senso. Come ricostruisce l'ottimo Paolo Attivissimo sul suo blog, la fake news era talmente evidente, e facilmente verificabile con un minimo di indagine giornalistica, che stupisce il fatto che tutte le maggiori testate italiane (parliamo de "La Repubblica" e del "Corriere della Sera", fra gli altri) l'abbiano ripresa senza alcun controllo e dandole risalto come se fosse vera. Con un simile livello qualitativo, c'è da stupirsi se il giornalismo e l'editoria tradizionale sono in crisi? E se, purtroppo, i paladini dell'antiscienza (quei criminali degli antivaccinisti in primis) hanno sempre più vita facile a diffondere le loro baggianate?


La Repubblica


Il Messaggero


Corriere della Sera


Huffingston Post

mercoledì 7 giugno 2017

Mercurio Loi 1

Nei giorni scorsi è sbarcata nelle edicole una nuova collana a fumetti edita da Sergio Bonelli Editore, con alcune caratteristiche che la distinguono parecchio dalle altre. "Mercurio Loi", creata dall'abile sceneggiatore Alessandro Billotta (il primo numero è disegnato da Matteo Mosca), è ambientata nella Roma dei primi decenni dell'Ottocento, quando la Città Eterna era ancora la capitale del Regno Pontificio, fra intrighi politici e religiosi, misteriose sette esoteriche o carbonare, e sfide intellettuali fra figure che ricordano (in versione teverina) Sherlock Holmes e Moriarty. Il personaggio era già apparso in un numero della collana "Le Storie", il 28 (uscito nel gennaio 2015), e ora diventa protagonista di una serie mensile tutta sua. È il primo caso di "spin-off" che nasce da quella serie antologica (ma non resterà l'unico: è già in programma una collana dedicata ai "samurai" di Recchioni e Accardi). Se l'ambientazione ha sicuramente il suo perché (il setting italiano non è frequentatissimo dagli autori di casa Bonelli: a memoria, ricordo solo la miniserie "Volto Nascosto" di Gianfranco Manfredi e una sequenza di albi del "Martin Mystère" di Alfredo Castelli, oltre naturalmente ad alcuni albi singoli od occasionali di altre collane, antologiche o meno), il vero punto di forza di "Mercurio Loi" sembra già da subito il lavoro di sceneggiatura di Billotta, che dona profondità e una caratterizzazione originale ai vari personaggi, giocando con i cliché del genere ma lanciando al lettore numerosi spunti da approfondire nei numeri a venire. Le copertine sono di Manuele Fior, il cui stile è decisamente poco bonelliano. Una nota sull'uso del colore: da "Orfani" in poi, la quadricromia sembra diventata quasi uno standard per le nuove proposte della casa editrice: forse per aumentarne l'appeal verso i lettori più giovani (o per facilitarne l'esportazione all'estero), o magari per giustificare un prezzo di copertina più alto. In questo caso, però, la scelta mi pare infelice: come l'albo de "Le Storie" aveva dimostrato, il bianco e nero è perfetto per riprodurre gli scenari della Roma del primo Ottocento e le atmosfere ricche di misteri e di intrighi delle vicende raccontate da Billotta. Se non rovina le tavole dei disegnatori (almeno non si tratta di una colorazione "a posteriori", come in altri casi), il colore non vi aggiunge nemmeno nulla e francamente avrei preferito che se ne facesse a meno. Infine, una curiosità: le iniziali del personaggio (M.L.) sono le stesse della proposta della casa editrice che lo ha immediatamente preceduto (Morgan Lost).

lunedì 22 maggio 2017

Chiamarsi Mozart o Einstein...

Chiamarsi Mozart o Chopin, Einstein o Newton, Manzoni o Pasolini può essere quanto meno impegnativo... ma non ha impedito ad alcune persone di diventare celebri a loro volta (anche se naturalmente non quanto i loro omonimi)...

Ecco solo alcuni dei tanti possibili esempi di persone (i link portano alle rispettive pagine su Wikipedia) che, quando si legge il cognome, si pensa a qualcun altro!

NEWTON

Helmut Newton
fotografo

EINSTEIN

Alfred Einstein
musicologo

HITLER

Adolf Lu Hitler Marak
politico

BACH

Richard Bach
scrittore

SCHUBERT

Karin Schubert
attrice

CHOPIN

Kate Chopin
scrittrice

MOZART

Mozart Santos Batista
calciatore

SHAKESPEARE

Craig Shakespeare
allenatore

MANZONI

Piero Manzoni
artista

PASOLINI

Renzo Pasolini
pilota

WASHINGTON

Denzel Washington
attore

GODARD

Benjamin Godard
compositore

Vale anche per i personaggi dei fumetti!

KANT

Eva Kant
(Diabolik)

RASPUTIN

Rasputin
(Corto Maltese)

WAGNER

Kurt Wagner
(X-Men)

BRANDO

Dio Brando
(JoJo)

ARCHIMEDE

Archimede Pitagorico
(Disney)

OMERO

Homer Simpson
(I Simpson)

sabato 25 marzo 2017

Bambini e candele


da "Il ragazzo selvaggio" (1970) di François Truffaut


da "L'esperienza" (1973) di Abbas Kiarostami

venerdì 17 febbraio 2017

Diamo i numeri (541-600)

Con questa tornata di film con un numero nel titolo arriviamo al 600. Ma ormai i buchi sono tanti, troppi: su sessanta ne ho trovati solo 35, ne mancano ben 25. E le cose non sono destinate a migliorare (fino a 1000, resteremo attorno al 50% di film trovati; da 1001 a 1800, scenderemo attorno al 20%; ci sarà ovviamente un picco fra il 1801 e il 2100, per via delle tante pellicole che presentano una data nel titolo, prima film storici e poi di fantascienza; e infine, dopo il 2101, un vero tracollo, a parte rari casi dovuti per lo più a grosse cifre tonde).

Dunque, questo è probabilmente l'ultimo appuntamento di questa mini-rubrica con la formula consueta. Conto di proseguire comunque con questo giochino, ma studierò qualche altro formato (per esempio con intervalli più ampi, di almeno 100 numeri – se non di più – al posto degli attuali 60, oppure pubblicando solo le locandine trovate, senza riservare uno spazio a quelle mancanti).

Qui i film da 1 a 60.
Qui i film da 61 a 120.
Qui i film da 121 a 180.
Qui i film da 181 a 240.
Qui i film da 241 a 300.
Qui i film da 301 a 360.
Qui i film da 361 a 420.
Qui i film da 421 a 480.
Qui i film da 481 a 540.