giovedì 1 gennaio 2015

Il 2014 al cinema

Un'annata complessivamente mediocre, inferiore senza dubbio a quella precedente. Fra i film che ho visto al cinema nel 2014, ho difficoltà a scegliere quale sia stato il migliore. Se la giocano "Il regno d'inverno - Winter Sleep" del turco Nuri Bilge Ceylan (vincitore della Palma d'Oro a Cannes), il tour de force filippino "From what is before" di Lav Diaz e la delicata pellicola francese "Le dernier coup de marteau" di Alix Delaporte. Molto bene anche "Lei" di Spike Jonze (un regista con cui finora ero stato in scarsa sintonia), "Mommy" di Xavier Dolan, "Melbourne" di Nima Javidi e "Boyhood" di Richard Linklater (un po' sopravvalutato, a dire il vero). Ma meritano anche "Coming home" di Zhang Yimou, "No one's child" di Vuk Ršumovic e "Interstellar" di Christopher Nolan, per non parlare dell'ultimo film d'animazione di Hayao Miyazaki, "Si alza il vento", e della pellicola di fantascienza hollywoodiana "Edge of Tomorrow" di Doug Liman. In campo supereroistico, ho apprezzato su tutti "X-Men: Giorni di un futuro passato" di Bryan Singer.

Mi aspettavo sicuramente di più da Lars Von Trier (il tanto discusso "Nymphomaniac" mi è sembrato il suo lavoro più debole e, paradossalmente, meno estremo), da Steve McQueen (il pluripremiato "12 anni schiavo", giunto dopo due grandi pellicole, è finora il suo film peggiore) e da Martin Scorsese (non sono rimasto impressionato da "The wolf of Wall Street", che ho trovato monotono e poco coinvolgente), così come dalla trilogia de "Lo Hobbit" (che Peter Jackson ha finalmente concluso con un terzo capitolo, "La battaglia delle cinque armate", perlomeno migliore del precedente). E pur trovandoli gradevoli e interessanti, non andrei molto al di là di un'ampia sufficienza per film come "Snowpiercer" di Bong Joon-ho, "Sils Maria" di Olivier Assayas, "Leviathan" di Andrey Zvyagintsev, "Due giorni, una notte" dei Dardenne, "One on one" di Kim Ki-duk, e prodotti di intrattenimento come "Guardiani della galassia" di James Gunn e "Big Hero 6" della Disney.

Veniamo alle note dolenti. Innanzitutto il cinema italiano: quest'anno decisamente non pervenuto. Quanto al resto, direi più male che bene per il polpettone "Noah" di Darren Aronofsky, per "Solo gli amanti sopravvivono" di Jim Jarmusch, "Maps to the stars" di David Cronenberg, "Jimmy's hall" di Ken Loach, "Pasolini" di Abel Ferrara e "Good Kill" di Andrew Niccol. Malino anche i sequel "I mercenari 3" e "Sin City: Una donna per cui uccidere", nonché il deludentissimo "Devil's Knot – Fino a prova contraria" di Atom Egoyan. Ma il punto più basso dell'annata, la palma di film peggiore fra quelli visti in sala nel 2014, va a "The counselor – Il procuratore" di un Ridley Scott ormai, ahimè, stabilmente sul viale del tramonto.

domenica 14 dicembre 2014

Aristotele


sabato 22 novembre 2014

Diamo i numeri (181-240)

Dei film che contengono un numero nel titolo fra il 181 e il 240 ne ho trovati 47: ne mancano dunque 13. Ormai il ricorso a film quantomeno noti è diventato un'utopia. Si tratta quasi sempre di pellicole misconosciute, a volte di documentari, a volte di cortometraggi più o meno amatoriali. La discriminante, comunque, è quella di riuscire a reperire almeno una locandina che testimoni una parziale distribuzione.

Qui i film da 1 a 60.
Qui i film da 61 a 120.
Qui i film da 121 a 180.