sabato 11 ottobre 2014

Adam Wild 1

In un periodo in cui le innovazioni in casa Bonelli non mancano di certo (basti pensare a "Orfani", saga action-fantascientifica con pochi precedenti nonché la prima serie a colori di via Buonarroti; ma anche al recente restyling di "Dylan Dog" o ai continui mutamenti che caratterizzano una collana come "Le Storie"), ecco esordire una nuova serie mensile che invece trasuda – almeno a prima vista – tradizione al cento per cento. Ideata e scritta da Gianfranco Manfredi (una garanzia, visto che parliamo dell'autore dell'eccezionale "Magico Vento"), la collana sembra iscriversi nel solco della "grande avventura" e di personaggi storici come Mister No o Zagor, proponendo storie che potrebbero essere state concepite svariati decenni fa. Eppure, leggendo il primo albo, si scopre una notevole modernità di scrittura, con tanta agilità e poca zavorra (niente didascalie inutili, spiegoni, eccesso di citazioni o tempi morti), e una scansione narrativa (qui il merito è anche del disegnatore, Alessandro Nespolino) che raramente si ritrovano in fumetti che fanno invece della modernità (o peggio, post-modernità) la loro bandiera. E allora "Adam Wild" si legge che è un piacere, offre azione, divertimento ma anche spunti di riflessione, promettendo di farci conoscere un setting in fondo poco frequentato non solo dal fumetto ma anche da cinema e narrativa (l'Africa coloniale di fine 1800) e soprattutto di non insultare mai l'intelligenza del lettore. Il protagonista, spavaldo e sorridente come Errol Flynn (al quale deve le sue sembianze) ma anche terribilmente serio e deciso quando si tratta di entrare in azione, è ancora tutto da scoprire; e come lui, i numerosi comprimari. Speriamo che i lettori decidano di dargli una chance, senza lasciarsi sviare dalle apparenze (ahimè, anche la grafica di copertina invoglia poco), visto che la testata – se registrerà le vendite necessarie per proseguire – ne promette davvero delle belle.

giovedì 25 settembre 2014

Niente panico sulla ISS

Sapevate che la NASA, in occasione di ogni missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), realizza un poster ufficiale con gli astronauti che si calano scherzosamente nei panni dei protagonisti di celebri serial cinematografici (o, in generale, della cultura popolare)? Ecco quello che è stato appena reso pubblico, relativo alla Spedizione 42, in programma da novembre 2014 a marzo 2015 e che vedrà coinvolti sei membri (fra cui l'italiana Samantha Cristoforetti).


Visto il numero di serie della missione, il 42, è sembrato cosa buona e giusta far riferimento alla celebre "Guida galattica per autostoppisti" di Douglas Adams. il poster, infatti, riprende la locandina del film tratto dalla saga nel 2005. Samantha Cristoforetti è l'ultima a destra, nei panni di Trillian. Da notare che non si tratta semplicemente di una modifica della locandina originale del film, ottenuta magari sovrapponendo i volti degli astronauti a quelli degli attori: i membri della missione hanno davvero indossato quei costumi e si sono messi in posa per regalarci questo splendido risultato!

Qui è possibile trovare i poster relativi a tutte le missioni precedenti. Tipo questi:

sabato 30 agosto 2014

Bonelli multimediale


In un'intervista sulla rivista "Il mucchio", Mauro Marcheselli (direttore editoriale della Bonelli) annuncia la nascita di una divisione della casa editrice "che si occuperà di promuovere produzioni multimediali – serie televisive, film, videogiochi, cartoni animati, merchandising ecc, ecc... – per provare a sviluppare al meglio (direttamente o con partner nazionali e internazionali) il nostro straordinario patrimonio di storie e personaggi".

In effetti, ciò che è sempre mancato nel nostro paese è un collegamento fra l'industria italiana del fumetto (una delle più creative e popolari al mondo) e quella dell'intrattenimento multimediale, a differenza di Giappone, Stati Uniti e Francia dove le produzioni cinematografiche, televisive e videoludiche saccheggiano ampiamente personaggi e storie della nona arte. Non basta citare casi sporadici, peraltro spesso di scarsa qualità o dalle diffusione insignicante (i film di Diabolik, Tex o Dylan Dog; i cartoni animati di Corto Maltese, Ratman o Lupo Alberto), per costrastare l'evidenza. Forse è anche per questo motivo se molti grandi personaggi del fumetto italiano non godono nel resto del mondo della stessa popolarità dei loro "colleghi" francesi, giapponesi o americani.

Vedremo presto una serie televisiva su Julia? Un film di fantascienza di Orfani? Un cartone animato di Dylan Dog? Un videogioco di Tex? Solo il tempo lo dirà. Quel che è certo, è che dalla nascita di una simile divisione potrebbe giovarsi non solo la Bonelli ma anche tutta la malridotta industria dell'intrattenimento italiana, che avrebbe a disposizione un gran numero di soggetti, storie e personaggi di collaudato successo: e chissà che non colga l'occasione (sono troppo ottimista, lo so) per uscire dai limiti asfittici delle fiction tv e dei generi realistici per tornare a proporre prodotti di avventura, fantasy, horror e fantascienza.

mercoledì 27 agosto 2014

Diamo i numeri (121-180)

Andare avanti con i film che contengono un numero nel titolo diventa sempre più difficile. Se fino al numero 120 non ne mancava nessuno, ecco che cominciano ad apparire i primi buchi... Inoltre bisogna ricorrere a pellicole sempre più oscure, a volte addirittura amatoriali. In certi casi, poi, sono ricorso a versioni straniere di film che in originale (o in italiano) non avevano alcun numero nel titolo: il 147, per esempio, presenta il titolo svedese de "Una strada chiamata domani". Infine, ho "barato" in almeno un caso: il numero 121 in realtà non esiste, si trattava del titolo di lavorazione del film uscito poi come "Snakes on a plane".

Dei sessanta numeri che vanno da 121 a 180 ne ho trovati finora solo 47: ne mancano dunque 13 (14 se contiamo anche il 121). Se avete qualche titolo da segnalare, fatelo nei commenti (ma ricordate: per inserire un nuovo film, mi serve la locandina o la copertina del dvd, in modo da certificare che il film esista davvero e che abbia avuto una distribuzione sia pur minima).

Qui trovate i film da 1 a 60.
Qui trovate i film da 61 a 120.